Come verificare l’affidabilità di un programma lavori, gestire gli avanzamenti fuori sequenza e distinguere il vero percorso critico dalle criticità generate da vincoli e impostazioni di calcolo.

Introduzione

Uno degli aspetti più delicati della pianificazione dei grandi progetti infrastrutturali riguarda l’individuazione e il controllo del percorso critico.

In un programma lavori composto da migliaia di attività, distribuite fra opere civili, impianti, forniture, autorizzazioni e attività propedeutiche, il percorso critico rappresenta uno degli strumenti fondamentali per prevedere il completamento dell’opera.

Tuttavia, nella mia esperienza di planner e project manager, ho potuto constatare come la semplice visualizzazione delle attività critiche in un diagramma di Gantt non sia sufficiente per valutare la qualità della programmazione.

Un’attività evidenziata in rosso non è necessariamente quella che governa effettivamente la data finale del progetto.

Allo stesso modo, un programma lavori può mostrare una data di completamento apparentemente coerente con gli obblighi contrattuali, pur contenendo relazioni logiche incomplete, vincoli artificiali e durate residue non realistiche.

Per questo ritengo indispensabile distinguere tre aspetti:

  • Il calcolo matematico del percorso critico.
  • La qualità logica e tecnica del reticolo.
  • L’attendibilità delle previsioni basate sull’avanzamento reale del cantiere.

In questo articolo approfondiremo questi concetti con particolare riferimento a Oracle Primavera P6 Professional, utilizzando esempi tipici delle grandi opere infrastrutturali.


1. Che cos’è realmente il percorso critico?

Il percorso critico nasce dalla metodologia CPM, Critical Path Method.

È la sequenza di attività e relazioni che determina il completamento del progetto secondo la logica, i calendari, le durate e le impostazioni di schedulazione adottate.

In un reticolo elementare, senza particolari vincoli o calendari differenti, il percorso critico coincide con la sequenza di durata complessiva maggiore fra l’inizio e il completamento del progetto.

Consideriamo tre percorsi paralleli.

PercorsoAttivitàDurata complessiva
AProgettazione → Fondazioni → Strutture180 giorni
BAutorizzazioni → Forniture → Installazioni210 giorni
CPreparazione aree → Opere accessorie150 giorni

Se tutti i percorsi partono dalla stessa data, terminano nella medesima milestone e utilizzano il medesimo calendario, il percorso B determina il completamento del progetto.

Il suo ritardo provocherebbe, a parità delle altre condizioni, uno slittamento della milestone finale.

Nella realtà, tuttavia, i programmi infrastrutturali sono molto più complessi.

Calendari differenti, vincoli, relazioni Start-to-Start, Finish-to-Finish e attività già avanzate possono modificare significativamente i risultati del calcolo.

È proprio per questo motivo che occorre comprendere come il software individua le attività critiche.

2. Total Float: il margine temporale delle attività

Uno dei principali indicatori utilizzati per identificare le attività critiche è il Total Float, o margine totale.

Il margine totale indica quanto un’attività possa essere ritardata, nelle condizioni rappresentate dal modello, senza violare le date tarde calcolate.

Nel caso più semplice può essere espresso come:

[
TF = LS – ES
]

oppure:

[
TF = LF – EF
]

dove:

  • ES = Early Start;
  • EF = Early Finish;
  • LS = Late Start;
  • LF = Late Finish.

Le due espressioni sono equivalenti nel modello CPM elementare; in Primavera, con calendari e relazioni complesse, il metodo di calcolo selezionato può produrre valori differenti.

Margine totale nullo

Un’attività con Total Float pari a zero non dispone di margine rispetto alle date tarde calcolate.

In un reticolo semplice è quindi un’attività critica.

Margine totale positivo

Un Total Float positivo indica una certa flessibilità temporale.

Per esempio:

Total Float = 5 giorni

L’attività dispone, secondo il modello, di un margine di cinque giorni prima di incidere sul vincolo o sulla scadenza che ne determina la data tarda.

Margine totale negativo

Un valore negativo indica che il programma non riesce a rispettare una determinata data imposta o richiesta.

Per esempio:

Total Float = -15 giorni

Può derivare da una milestone contrattuale vincolata, da una scadenza imposta oppure da altre condizioni di schedulazione.

Il margine negativo non equivale automaticamente a quindici giorni di ritardo effettivo rispetto alla baseline.

È necessario identificare la scadenza o il vincolo che lo genera e verificare come il calendario influenzi il valore.


3. Longest Path e Total Float non sono la stessa cosa

Primavera P6 consente di definire le attività critiche attraverso due criteri principali:

Total Float, utilizzando una soglia di margine configurabile.

Longest Path, individuando la sequenza delle attività che governano la data finale calcolata del progetto.

La differenza è molto importante.

Immaginiamo un progetto nel quale la sequenza principale porta al completamento delle opere civili il 30 novembre.

Un’attività secondaria, relativa a una fornitura non determinante per la consegna finale, è invece soggetta a un vincolo rigido che impone il completamento entro il 15 ottobre.

Se la sua data prevista supera tale scadenza, il Total Float può diventare negativo.

L’attività potrebbe quindi essere evidenziata come critica secondo il criterio del margine totale.

Ma non è necessariamente parte della sequenza che determina il completamento generale dell’opera.

In questo caso abbiamo due informazioni differenti:

  • una criticità rispetto a una scadenza imposta;
  • una sequenza logica che governa la conclusione del progetto.

Entrambe sono importanti, ma non devono essere confuse.

Quando utilizzare Longest Path?

Nell’analisi dei grandi cantieri considero Longest Path particolarmente utile per comprendere quali attività stiano effettivamente governando la data finale calcolata.

Non significa che sia sempre superiore al Total Float.

Per esempio, quando il programma comprende milestone contrattuali intermedie o obblighi di completamento parziale, è necessario verificare anche il margine rispetto a quelle specifiche scadenze.

Il percorso che governa il completamento finale non identifica necessariamente tutte le criticità contrattuali del progetto.


4. Configurare il percorso critico in Primavera P6

In Primavera P6 Professional possiamo configurare il criterio di criticità attraverso le opzioni di schedulazione.

La procedura generale è:

  1. Aprire il progetto.
  2. Selezionare Tools → Schedule, oppure premere F9.
  3. Accedere a Options.
  4. Aprire la scheda General.
  5. Individuare le impostazioni per la definizione delle attività critiche.

Le opzioni comprendono normalmente:

Total Float less than or equal to ...

oppure:

Longest Path

Nel primo caso possiamo indicare una soglia, per esempio zero giorni.

Nel secondo caso Primavera individua le attività che costituiscono il percorso determinante per il completamento calcolato.

È importante ricordare che il risultato dipende anche dalle altre impostazioni di schedulazione, dalle relazioni interprogetto e dai calendari.

La definizione di Longest Path non rappresenta quindi una verifica automatica della qualità del programma.

Un reticolo incompleto può produrre un percorso critico matematicamente corretto rispetto ai dati inseriti, ma tecnicamente inattendibile.


5. Analizzare i percorsi subcritici con Multiple Float Paths

Nei grandi progetti non è sufficiente osservare soltanto il percorso critico principale.

Un secondo percorso, con margine molto ridotto, può diventare critico anche a seguito di uno slittamento modesto.

Per questo Primavera P6 dispone della funzione Multiple Float Paths.

La funzionalità consente di identificare più sequenze logiche che influenzano una determinata milestone.

Per attivarla:

  1. Aprire Tools → Schedule.
  2. Selezionare Options.
  3. Accedere alla scheda Advanced.
  4. Attivare Calculate multiple float paths.
  5. Selezionare il criterio di calcolo, Total Float oppure Free Float.
  6. Indicare, se necessario, la milestone finale di riferimento.
  7. Specificare il numero di percorsi da calcolare.

Per esempio, possiamo richiedere cinque percorsi.

Primavera assegnerà agli elementi analizzati un numero identificativo:

Float PathSignificato
1Percorso più critico secondo il metodo selezionato
2Primo percorso subcritico
3Secondo percorso subcritico
4Terzo percorso subcritico
5Quarto percorso subcritico

Nella tabella delle attività possiamo visualizzare i campi:

Float Path
Float Path Order

Il primo identifica il percorso; il secondo permette di ordinare le attività al suo interno.

Per l’analisi dei grandi cantieri trovo particolarmente utile calcolare i percorsi in corrispondenza delle principali milestone contrattuali.

In questo modo possiamo analizzare separatamente, per esempio:

  • completamento delle opere marittime;
  • disponibilità delle aree;
  • completamento delle strutture;
  • avvio dei collaudi;
  • ultimazione generale dell’opera.

Un chiarimento tecnico: il percorso numero 1 ottenuto con Multiple Float Paths dipende dal metodo selezionato. Non deve essere considerato automaticamente equivalente al Longest Path quando si utilizza il criterio Total Float.


6. I vincoli temporali possono alterare la lettura del reticolo

Uno dei problemi che incontro più frequentemente nell’analisi dei programmi lavori è l’utilizzo eccessivo dei vincoli temporali.

In Primavera possiamo assegnare alle attività diversi tipi di constraint.

Alcuni vincoli rappresentano effettive condizioni contrattuali o operative.

Altri vengono talvolta utilizzati per ottenere una determinata rappresentazione grafica del Gantt.

Per esempio, un’attività potrebbe essere forzata a iniziare il 1° novembre anche se la logica delle attività precedenti consentirebbe di iniziarla prima.

Questo vincolo modifica il risultato della schedulazione.

Non è necessariamente un errore: potrebbe rappresentare la reale indisponibilità di un’area o il rilascio di un’autorizzazione.

Ma il vincolo deve essere tecnicamente giustificato.

La mia regola operativa

Preferisco rappresentare le condizioni operative attraverso attività e milestone collegate logicamente, ogni volta che è possibile.

Se un’area non sarà disponibile prima del completamento di una bonifica, è più trasparente modellare la bonifica e il successivo rilascio dell’area piuttosto che imporre semplicemente una data di inizio alla lavorazione successiva.

Il vantaggio è importante: se la bonifica subisce un ritardo, la logica trasmette automaticamente l’effetto sulle attività dipendenti.

Un vincolo isolato, invece, può nascondere questa relazione causale.


7. Le attività prive di predecessori o successori

Un altro elemento fondamentale per la qualità del reticolo è la presenza di attività non correttamente collegate.

Consideriamo un programma con 5.000 attività.

Se diverse centinaia di attività non hanno predecessori o successori, il calcolo CPM può risultare poco rappresentativo delle reali dipendenze di cantiere.

Attività prive di predecessori

Possono iniziare indipendentemente da altre lavorazioni, secondo quanto consentito da date, calendari e vincoli.

Questo comportamento è corretto soltanto quando rappresenta un’effettiva possibilità operativa.

Attività prive di successori

Possono non contribuire alla data di completamento del progetto, oppure essere trattate secondo le impostazioni previste per gli open ends.

Anche in questo caso è necessario verificare se si tratti di un’autentica attività terminale o di una relazione mancante.

Quale controllo effettuare?

In un reticolo ben costruito, le attività ordinarie dovrebbero essere integrate in sequenze logiche coerenti.

Le eccezioni devono essere identificate e giustificate.

Non ritengo corretto imporre un collegamento artificiale a tutte le attività soltanto per eliminare gli avvisi del software.

La qualità del reticolo si misura dalla correttezza delle dipendenze, non dalla semplice assenza di segnalazioni.


8. Relazioni Start-to-Start e Finish-to-Finish: quando diventano pericolose?

Nei grandi cantieri è normale utilizzare relazioni diverse dalla semplice Finish-to-Start.

La sovrapposizione fra lavorazioni è spesso indispensabile per ottimizzare i tempi.

Consideriamo la costruzione di una lunga infrastruttura lineare.

Non sarebbe realistico attendere il completamento di tutte le opere civili prima di iniziare ogni attività impiantistica.

Le lavorazioni vengono spesso eseguite per tratte o aree progressivamente disponibili.

Le relazioni Start-to-Start e Finish-to-Finish possono rappresentare correttamente queste sovrapposizioni.

Tuttavia devono essere utilizzate con criterio.

Il problema delle relazioni insufficienti

Supponiamo che l’installazione degli impianti sia collegata alle opere civili soltanto attraverso una relazione Start-to-Start.

L’attività impiantistica potrebbe iniziare dopo l’avvio delle opere civili, ma il modello non rappresenterebbe necessariamente una dipendenza fra il completamento delle opere civili e quello degli impianti.

In alcune circostanze questo potrebbe permettere al programma di prevedere il completamento degli impianti anche quando le opere civili necessarie non sono ancora disponibili.

Come migliorare il modello?

Quando possibile, è preferibile suddividere le attività per tratte, zone o fronti operativi.

Per esempio:

Opere civili - Tratta 1
          ↓
Impianti - Tratta 1

Opere civili - Tratta 2
          ↓
Impianti - Tratta 2

Opere civili - Tratta 3
          ↓
Impianti - Tratta 3

Questo approccio permette di rappresentare in maniera più realistica la progressiva disponibilità dei fronti di lavoro.

Naturalmente il livello di dettaglio deve essere proporzionato alle esigenze di controllo.

Una scomposizione eccessiva può rendere il programma difficile da gestire senza migliorare realmente la qualità delle previsioni.


9. Attenzione ai lag e alle maturazioni tecnologiche

I lag vengono spesso utilizzati per rappresentare intervalli temporali fra attività.

Un esempio può essere il tempo necessario alla maturazione di un getto di calcestruzzo prima di procedere con una lavorazione successiva.

In un reticolo possiamo rappresentare:

Getto calcestruzzo
       |
       | FS + 10 giorni
       v
Caricamento struttura

Dal punto di vista matematico il collegamento può essere corretto.

Tuttavia, per determinate esigenze di controllo, potrebbe essere preferibile inserire un’attività autonoma:

Getto calcestruzzo
       |
       v
Maturazione - 10 giorni
       |
       v
Caricamento struttura

In questo modo il tempo di maturazione risulta esplicitamente documentato.

Possiamo attribuirgli un calendario appropriato, un codice attività, un responsabile e una specifica collocazione nella WBS.

Nei programmi complessi questo aumenta la leggibilità del reticolo e facilita l’analisi delle condizioni tecniche.

Il problema dei lag negativi

I lag negativi, o lead, permettono di anticipare una lavorazione rispetto al completamento della precedente.

Possono essere utilizzati per rappresentare sovrapposizioni, ma richiedono particolare attenzione.

Un numero elevato di lag negativi può nascondere la reale sequenza costruttiva e rendere più difficile verificare l’attendibilità del percorso critico.

La mia preferenza è utilizzare attività distinte e relazioni chiaramente interpretabili, quando ciò permette di rappresentare meglio la produzione.


10. Avanzamenti fuori sequenza: Out-of-Sequence Progress

Durante l’esecuzione dei lavori accade spesso che le attività non seguano esattamente l’ordine previsto.

Un’impresa può iniziare una lavorazione successiva mentre la precedente non è ancora completamente terminata.

Pensiamo a un’attività di posa di protezioni o completamento di un’opera in una zona dove alcune lavorazioni propedeutiche risultano ancora parzialmente incomplete.

Primavera P6 identifica queste situazioni come Out-of-Sequence Progress.

Non si tratta necessariamente di un errore esecutivo.

Le condizioni reali del cantiere possono consentire una sovrapposizione non prevista nel programma iniziale.

Il problema consiste nel decidere come trattare, durante il ricalcolo, le relazioni fra le lavorazioni ancora incomplete.

Primavera offre tre modalità principali.

Retained Logic

Con questa impostazione Primavera mantiene la logica delle relazioni anche quando il successore è già iniziato fuori sequenza.

Il lavoro residuo del successore può quindi essere condizionato dal completamento delle attività precedenti.

È un’impostazione prudente quando le dipendenze rappresentano effettive necessità tecniche.

Progress Override

Questa modalità consente al lavoro residuo dell’attività già iniziata di proseguire senza attendere il completamento di alcune relazioni di precedenza non rispettate.

Può risultare appropriata quando le condizioni di cantiere dimostrano che la dipendenza originaria non governa più il lavoro residuo.

Il rischio è ottenere previsioni ottimistiche se la logica continua invece a rappresentare una reale interferenza.

Actual Dates

La modalità Actual Dates utilizza un diverso trattamento delle date effettive nella schedulazione.

Il suo comportamento deve essere analizzato attentamente, specialmente nei programmi con molti avanzamenti fuori sequenza.

Non è corretto considerarla una semplice alternativa equivalente alle altre due modalità.

Quale scegliere?

Non esiste una risposta valida per ogni cantiere.

Nelle attività di verifica dei programmi lavori considero fondamentale partire dalle condizioni operative reali.

Se una relazione rappresenta una dipendenza tecnica ancora esistente, il fatto che il successore sia stato avviato non significa che tale dipendenza debba essere ignorata.

Se invece le lavorazioni possono effettivamente procedere in parallelo, può essere opportuno aggiornare la logica del reticolo.

L’impostazione del software non dovrebbe sostituire la verifica tecnica delle dipendenze di cantiere.


11. Un esempio concreto: opere marittime e consolidamento dei fondali

Immaginiamo un progetto di realizzazione di un’infrastruttura marittima.

Il programma comprende:

  1. Bonifica e preparazione dei fondali.
  2. Consolidamento geotecnico.
  3. Realizzazione dello scanno.
  4. Costruzione e posa degli elementi strutturali.
  5. Rinfianco e completamento delle opere.

La sequenza generale è apparentemente semplice.

In realtà, la disponibilità dei fronti può rendere possibile una sovrapposizione fra lavorazioni eseguite su aree differenti.

Potremmo, per esempio, iniziare lo scanno in una zona mentre il consolidamento è ancora in corso in un’altra.

Ma questo non significa che tutte le attività possano procedere indipendentemente.

Il problema della pianificazione troppo aggregata

Se rappresentiamo l’intero consolidamento con una sola attività di durata 180 giorni e la realizzazione dello scanno con una sola attività di durata 120 giorni, rischiamo di perdere la sequenza geografica delle lavorazioni.

Per rappresentare la sovrapposizione potremmo inserire una semplice relazione Start-to-Start con un lag.

Ma il risultato potrebbe essere poco attendibile.

Un modello più dettagliato

Una possibile soluzione è suddividere il programma in aree operative:

Consolidamento Area A
        ↓
Scanno Area A
        ↓
Posa elementi Area A

Consolidamento Area B
        ↓
Scanno Area B
        ↓
Posa elementi Area B

Consolidamento Area C
        ↓
Scanno Area C
        ↓
Posa elementi Area C

Occorre poi aggiungere le dipendenze trasversali realmente necessarie, per esempio quelle dovute alla disponibilità delle attrezzature o alla sequenza delle opere marittime.

Il modello diventa più complesso, ma permette di individuare con maggiore attendibilità quali fronti governano il completamento generale.

La suddivisione deve comunque essere sostenuta da una reale programmazione produttiva.

Non basta aggiungere attività: occorre disporre di produttività, risorse e vincoli operativi coerenti.


12. Il percorso critico può cambiare a ogni aggiornamento

Un aspetto spesso sottovalutato è che il percorso critico non è necessariamente stabile.

Durante l’esecuzione dei lavori, alcune attività recuperano ritardi mentre altre accumulano criticità.

Consideriamo due percorsi.

PercorsoDurata residua alla data di stato
Opere civili120 giorni
Forniture e montaggi115 giorni

Il primo percorso governa inizialmente la data finale.

Il secondo dispone di un margine molto ridotto.

Se, all’aggiornamento successivo, le forniture subiscono dieci giorni di ritardo mentre le opere civili procedono regolarmente, il percorso delle forniture può diventare quello determinante.

Questo fenomeno viene comunemente indicato come critical path migration.

Per un buon controllo temporale non basta quindi confrontare le date finali.

È necessario analizzare anche come cambia la sequenza delle attività che governa il completamento.

Un cambio del percorso critico può rivelare nuove interferenze o criticità emergenti che non sono immediatamente visibili attraverso il semplice confronto delle percentuali di avanzamento.


13. Come verificare la qualità del reticolo

Prima di considerare affidabile un programma lavori ritengo opportuno eseguire un controllo sistematico della sua struttura.

Una checklist tecnica può comprendere:

ControlloObiettivo
Attività prive di predecessoriIndividuare inizi non giustificati
Attività prive di successoriIndividuare estremità aperte
Vincoli rigidiVerificare la necessità tecnica
Lag positivi elevatiIndividuare attese non esplicitate
Lag negativiVerificare le sovrapposizioni
Durate residue anomaleControllare le previsioni
Total Float elevatoIndividuare possibile logica incompleta
Total Float negativoIdentificare scadenze non rispettate
Out-of-sequence progressVerificare le sequenze reali
CalendariControllare giorni e orari lavorativi
Milestone contrattualiVerificare il rispetto delle scadenze
Percorsi critici e subcriticiIndividuare i fronti determinanti

Questa analisi deve precedere qualsiasi conclusione sulla data finale.

Attenzione agli indicatori automatici

Un controllo automatico può segnalare un’attività con Total Float molto elevato.

Il valore potrebbe effettivamente derivare da una relazione mancante.

Ma potrebbe anche dipendere dalla presenza di una lavorazione accessoria con completamento indipendente dalla milestone principale.

La segnalazione deve quindi essere interpretata.

Lo stesso vale per le attività di lunga durata, che possono essere del tutto appropriate per determinate lavorazioni continue.

I controlli automatici sono strumenti di supporto, non sostituti dell’analisi tecnica.


14. Utilizzare lo Schedule Log di Primavera P6

Primavera produce un registro delle operazioni di schedulazione, comunemente indicato come Schedule Log.

Il log contiene informazioni utili per valutare la qualità e la consistenza del programma.

A seconda della configurazione e della versione del software, possiamo trovare segnalazioni relative a:

  • attività prive di logica;
  • relazioni non correttamente soddisfatte;
  • avanzamenti fuori sequenza;
  • vincoli e altre condizioni di scheduling;
  • statistiche del processo di calcolo.

Per consultarlo, avviamo la schedulazione e utilizziamo le opzioni disponibili per visualizzare o salvare il log.

Consiglio di conservare lo Schedule Log insieme a ogni aggiornamento ufficiale del programma lavori.

In una verifica tecnica può costituire un riferimento importante per ricostruire le impostazioni e le condizioni in cui è stato calcolato il programma.


15. Baseline e percorso critico: due strumenti complementari

Nella verifica dell’andamento di un’opera è necessario confrontare il programma aggiornato con il programma contrattuale o con la baseline di riferimento.

La baseline permette di misurare gli scostamenti fra le date originariamente previste e quelle attuali.

Il percorso critico consente invece di analizzare le dipendenze che governano il completamento sulla base delle condizioni correnti.

Sono informazioni differenti.

Una lavorazione potrebbe avere accumulato un ritardo significativo rispetto alla baseline ma disporre ancora di margine nel programma aggiornato.

Viceversa, un’attività potrebbe essere ancora sostanzialmente allineata alla baseline ma essere entrata nel percorso critico a causa dei ritardi di altre lavorazioni.

È quindi importante verificare entrambi gli aspetti.

Lo scostamento dalla baseline misura una differenza temporale; il percorso critico individua una condizione di dipendenza nel programma aggiornato.

Confondere questi due concetti può portare a interpretazioni errate delle responsabilità e delle conseguenze dei ritardi.


16. Il punto di vista della Direzione Lavori e del PMO

Quando si esamina il programma lavori presentato da un’impresa, il problema non consiste soltanto nel verificare che la data finale sia compatibile con il contratto.

Occorre valutare se quella data sia effettivamente sostenuta da una programmazione realistica.

Personalmente considero fondamentali alcune verifiche.

Coerenza delle produttività

Le durate devono essere giustificate dalle quantità e dalle produttività attese.

Per esempio, un’attività che prevede la posa di 90.000 tonnellate di materiale in 30 giorni implica una produttività media di:

[
\frac{90.000}{30}=3.000\ t/giorno
]

Questa produttività deve essere compatibile con i mezzi disponibili, le condizioni operative, i trasporti e gli eventuali vincoli ambientali.

Disponibilità dei fronti

Le attività non possono iniziare soltanto perché una relazione software lo consente.

Devono essere disponibili le aree, le attrezzature e le condizioni tecniche necessarie.

Coerenza delle durate residue

Le durate residue devono essere rivalutate periodicamente.

Non è sufficiente ridurle automaticamente sulla base dell’avanzamento percentuale.

Consistenza della logica

Le relazioni devono rappresentare la reale sequenza costruttiva.

Trasparenza delle assunzioni

Ogni accelerazione deve essere supportata da ipotesi operative verificabili.

Per esempio, anticipare il completamento di un’opera aumentando le produttività senza documentare un corrispondente incremento delle risorse non costituisce una dimostrazione sufficiente della fattibilità.

Il programma deve quindi essere esaminato come modello tecnico del processo realizzativo, non come semplice documento grafico.


17. Come documentare un’analisi del percorso critico

Per rendere ripetibile il controllo suggerisco di conservare, per ciascun aggiornamento significativo:

  1. Il file nativo del programma lavori, per esempio XER o XER/XML secondo le modalità di consegna.
  2. La data di stato utilizzata.
  3. Le impostazioni di schedulazione.
  4. Lo Schedule Log.
  5. L’elenco delle attività critiche.
  6. L’analisi dei principali percorsi subcritici.
  7. Le anomalie logiche individuate.
  8. Le modifiche introdotte rispetto all’aggiornamento precedente.
  9. Le assunzioni produttive utilizzate per stimare le durate residue.

In questo modo è possibile ricostruire il ragionamento tecnico alla base delle previsioni.

La tracciabilità assume un’importanza particolare nelle analisi dei ritardi contrattuali, nelle controversie e nelle attività di consulenza tecnica.

È infatti necessario distinguere fra i dati effettivamente registrati, le ipotesi previsionali e le elaborazioni prodotte dal software.


18. Le cinque domande che mi pongo davanti a un percorso critico

Quando analizzo un programma lavori particolarmente complesso, cerco di rispondere a cinque domande.

Prima domanda: il percorso critico è continuo e tecnicamente coerente?

Le attività sono realmente collegate attraverso dipendenze che rappresentano il processo costruttivo?

Seconda domanda: esistono vincoli che alterano il risultato?

Il percorso critico deriva dalla logica del reticolo oppure dalla presenza di scadenze artificialmente imposte?

Terza domanda: le durate residue sono realistiche?

Sono state aggiornate sulla base delle produttività e delle condizioni operative effettive?

Quarta domanda: quali percorsi subcritici potrebbero diventare determinanti?

Esistono sequenze con margini temporali molto ridotti che meritano particolare attenzione?

Quinta domanda: la data finale è sostenuta da ipotesi verificabili?

Le risorse, le aree, le attrezzature e le condizioni tecniche sono compatibili con il programma?

Se non riusciamo a rispondere chiaramente a queste domande, probabilmente non disponiamo ancora di un modello sufficientemente affidabile per prevedere il completamento dell’opera.


Conclusioni

Primavera P6 è uno strumento particolarmente potente per la schedulazione dei grandi progetti, ma la qualità del risultato dipende dalla qualità dei dati e delle relazioni inserite.

Il Total Float permette di misurare la flessibilità temporale delle attività rispetto alle date tarde calcolate.

Il Longest Path aiuta a individuare la sequenza che governa la data finale.

I Multiple Float Paths permettono di estendere l’analisi ai percorsi subcritici e alle milestone intermedie.

Le impostazioni Retained Logic, Progress Override e Actual Dates influenzano il trattamento degli avanzamenti fuori sequenza.

Tuttavia nessuna di queste funzionalità può compensare un reticolo costruito su dipendenze non realistiche o durate residue prive di adeguato fondamento produttivo.

La verifica di un programma lavori deve quindi integrare tre livelli di analisi:

Logico, attraverso la valutazione delle relazioni e dei vincoli.

Temporale, attraverso l’analisi delle durate residue, dei margini e dei percorsi critici.

Tecnico-produttivo, attraverso la verifica delle quantità, delle risorse, delle produttività e delle reali condizioni operative.

Solo mettendo insieme questi elementi possiamo ottenere uno strumento attendibile per il controllo e la previsione del completamento di una grande opera.

Per un planner, il compito non è semplicemente individuare quali barre del diagramma di Gantt siano rosse.

Il vero obiettivo è comprendere perché determinate attività governano la data finale e quali interventi tecnicamente realizzabili possono modificarne l’andamento.

È questa, a mio avviso, la differenza fra utilizzare un software di pianificazione e svolgere realmente un’attività di project control.


Articolo tecnico dedicato alla pianificazione e al controllo delle grandi opere infrastrutturali, con riferimento alle funzionalità di Oracle Primavera P6 Professional e ai principi del Critical Path Method. Gli esempi numerici e le sequenze costruttive sono illustrativi e devono essere adattati alle condizioni reali dei singoli progetti.


Andrea Di Dio

I am a PMP® certified engineer and project manager, I work as a consultant with over 20 years of experience. I have been hired at large construction sites, industries in the Energy, Automotive, Logistics and Financial Institutions sectors, both SMEs and multinationals as Head of Services and Projects (manager) I am an expert in project management control in the Construction, Telecom, Insurance sectors and in digital